TELEBIELLA

Dal 1971. La storia della TV italiana passa da qui.

Con il proliferare incontrollato delle Televisioni private i cui programmi segnano il trionfo della volgarità, dell’osceno, della violenza, del turpiloquio e forniscono un’informazione che, quando non è completamente falsa, è incompleta, deformata, tendenziosa, diretta a favorire interessi di parte, è legittimo porsi la domanda: “Telebiella” fu un bene o un male?                Giuliano Grizi, pretore.

 

 SILENZIO. IL SILENZIO DEGLI  INNOCENTI, VITTIME  DEL VERGOGNOSO BLATERARE DI UNA INFORMAZIONE BECERA, ARROGANTE, VIOLENTA. SILENZIO PER NON MESCOLARE LA NOSRA VOCE AL LORO GRUGNIRE ASSORDANTE . 



urlo leopardobusta 
Se per sfortuna hai, con ragione, la vettura danneggiata, non credere che l’assicurazione ti rimborserà il costo del danno subito. La cifra sarà calcolata in ragione del valore della stessa alla data di fabbricazione. Eppure hai pagato il prezzo dell’assicurazione come per una vettura nuova. Ed il costo della riparazione è lo stesso. Ancora un caso dove l’arroganza e la prepotenza fanno Legge e consuetudine. Dove il cittadino è impotente , mortificato ed obbligato a sottomettersi alle “mafie” di uno Stato dittatoriale e corrotto. Nel caso riportato il cittadino potrebbe forse ricorrere a vie legali, ma si troverebbe comunque ad affrontare pesanti spese con il risultato più che probabile di dover cedere all’invincibile Golia.

Schiavi

E' ignobile ricatto il pagamento della corrente elettrica subordinato al canone rai. Eppure nessuno si è ribellato. Vuol dire che la nostra vocazione è quella di essere sfruttati da qualsiasi dittatura. La storia  insegna.  I gerarchi cambiano colore della camicia. Ma agli schiavi non importa. Essere schiavi sembra essere una vocazione.

 

 

E' passato oltre un mese dalle elezioni per un nuovo governo di questa Itaglietta da saltinbanchi. Continuano le esibizioni comico-noiose delle comparsate di improvvisati omuncoli senza dignità. L'informazione continua la sfilata dei "protagonisti" imposte dalle veline di una demodittatura da conati di vomito. Ma il popolo non ha nemmeno la virilità di un sano vomito.

   
   
   
   

 l'Ultimo tg è visibile su youtube e face book

ASLBIELLA E' PRESENTE SUL WEB CON UNA NUOVA VESTE CHE APRE  AL SERVIZIO DELL'UTENZA.

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C'è bisogno di silenzio per una

pausadi riflessione che cerchi

di aiutarci a fare un esame 

 di coscienza.

Dove riposa la verità, il

rispetto,la libertà?

Cercarle diventa una vana 

fatica, superiore alle nosre 

forze.

Allora bisogna rassegnarsi 

e chinarela testa?

No. Bisona svegliarci dal 

comodotorpore che smorza

 la nostra volontà.

Gridare io sono!

Gridare sonolibero.

da FACE BOOK

Gentilissima Signora Rita Dalla Chiesa,
Mi pregio di scriverLe queste righe perché l'ho sempre stimata come giornalista e persona di spettacolo che si propone al pubblico in modo molto sincero: come immagino lo sia anche nella vita privata pur non avendo mai avuto il piacere di conoscerLa personalmente.
Ho seguito con molto interesse la terza puntata di “ ieri oggi italiani “ dove si è parlato con riferimenti storici di TV. Per questo, come attuale collaboratore dalla fondazione di Telebiella e carissimo amico di Peppo Sacchi (ex regista Rai), mi sono indignato non poco ascoltando le mezze verità esposte da Roberto Olla in trasmissione. La Vostra narrazione della nascita delle TV private, così come narrato, è apparsa come un fatto accaduto ed acquisito per merito non di chissà chi o come.
Essendo stato sempre molto vicino a Peppo e a Telebiella fin dagli albori nel 1973, all'epoca ero studente delle superiori, conosco perfettamente la storia della nascita delle TV private. Telebiella, dopo che Peppo Sacchi si è staccato definitivamente da mamma Rai, ha dato vita ad una TV libera via cavo e cittadina: con l'unico scopo di far intervenire la gente comune sulle varie problematiche strettamente locali della città di Biella. Con Telelebiella è nato Ezio Greggio ma vi sono approdati successivamente personaggi televisivi di spicco quali: Enzo Tortora, Bruno Lauzi ecc... Questa sua idea ha infastidito non poco, non si conosce bene la ragione, l'allora direttore Rai Bernabei il quale, dopo aver mandato alcuni emissari, ha richiesto l'intervento della polizia postale per “ tranciare “ il cavo di Telebiella e tacitarla. Peppo Sacchi, ben conscio che avrebbe dato inizio ad una guerra legale ad armi impari, iniziò un causa personale contro il monopolio Rai e la vinse dando inizio alla liberalizzazione per la trasmissione in etere delle TV private ( prima, com'è stato detto, in differita con le registrazioni in cassetta e poi in diretta). Nulla sarebbe iniziato se non ci fosse stata la sentenza in Italia, che sanciva la liberalizzazione delle trasmissioni.
Ancor oggi, senza nessun apporto politico o economico, Peppo Sacchi diffonde il suo pensiero di libertà tramite i media con Telebiella Libera su facebook e il sito web. Telebiella, nata dal cavo, risulta essere ancora presente sul web (via cavo com'è nata ) e anche in etere tramite Telecupole di Toselli a Cavallermaggiore (CN). Peppo Sacchi ha sempre pagato di persona e lottato per le sue scelte personali di una TV veramente libera dai vincoli politici ed editoriali e ancora sta lottando per la stessa causa.
Per questo, cara signora Rita , l'omissione e la scelta di non citare in trasmissione Telebiella  (almeno durante la brevissima messa in onda della clip di Ezio Greggio tratta da una nostra trasmissione ) mi ha particolarmente indignato: in primo luogo come amico di una persona che ha dedicato tutta la vita alla TV e per la quale ha speso, e ancora spende, tutte le sue energie nonostante l'età anagrafica. Capisco, la TV libera, non è che un sogno: un'utopia. Ma, secondo me, valeva la pena rendere onore, fin che è ancora in vita, al sogno in cui Peppo ha creduto con tutte le sue forze. Mi spiace per i tempi brevi degli interventi di Olla, in quanto professore e storico, non abbia saputo trovare un piccolo spazio doveroso per parlare di questi fatti cruciali che hanno dato una svolta alla TV generalista di Stato.
Tanto Le dovevo; un affettuoso saluto e abbraccio

Paolo Gianolio













 




 











 









 

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Il giorno più lungo della tv italiana è stato quello che vide arrivare negli Studi di Telebiella gli  emissari del Governo per porre i sigilli al cavo della tele. Il racconto fa rivivere,attraverso le emozioni del protagonista, il lungo cammino che determinò la decisione di “spezzare”  il  monopolio della Rai. A quarant’anni da una libertà “condizionata”, uno sguardo alle origini.

Reperibile presso le librerie Einaudi o il sito ilmiolibro.it. Stampato per il Gruppo Editoriale l’Espresso.

In lettura presso la biblioteca di Città Studi.

 

Telebiella A21

Autorizzazione Tribunale n.181 del 30-4-1971

C.F.90043590026

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Via Pella, 10 - 13900 Biella

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